{"id":347,"date":"2026-05-11T17:17:01","date_gmt":"2026-05-11T17:17:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.francoaccursiogulino.it\/?page_id=347"},"modified":"2026-06-18T16:58:55","modified_gmt":"2026-06-18T16:58:55","slug":"in-medio-stat-virtus","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/gulino.meteorawebhosting.it\/en\/in-medio-stat-virtus\/","title":{"rendered":"In medio stat Virtus"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"347\" class=\"elementor elementor-347\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7498fa6 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"7498fa6\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-777146a elementor-widget elementor-widget-html\" data-id=\"777146a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"html.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-948f8d2 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"948f8d2\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0bdb5bd elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0bdb5bd\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>&#8220;Gulino lavora con un sistema di temporalit\u00e0 circolare, una rete delle reti in cui confluiscono contemporaneamente passato, presente e futuro con le loro determinazioni in termini di cultura, di geografia umana e di vissuti individuali e collettivi. Tale circolarit\u00e0 temporale permette a Gulino di distinguere i limiti spaziali di una cultura, senza contrapporla ad un&#8217;altra, ma ponendola in uno spazio socratico e dialogico, aperto al confronto e all&#8217;attraversamento [&#8230;]. Le porte aperte, il soffermarsi sull&#8217;idea della soglia da attraversare e della sua potenzialit\u00e0 di comunicazione e collegamento, i libri capaci di parlare una lingua che non appartiene a nessuno e quindi assolutamente universale e archetipale, sono tutti temi affrontati da Gulino nella sua opera&#8221;. (Gianluca Ranzi, <span class=\"titolo\">In medio stat virtus<\/span>, in Catalogo della mostra personale <span class=\"titolo\">In Medio Stat Virtus<\/span>, Fondazione Orestiadi di Gibellina, 2003)<\/p><p>&#8220;L&#8217;attenzione dell\\&#8217;artista si concentra nel riutilizzare &#8220;vecchie&#8221; porte, armadi e dispense, che poi vengono da lui trasformate in numerose librerie contenenti volumi di legno. Libri immaginari che lo stesso artista costruisce, dipinge e &#8220;scrive&#8221; [&#8230;]. Nell&#8217;osservare questi &#8220;contenitori&#8221; di memoria, si avverte che i segni del tempo hanno scavato la loro impronta nelle assi di legno, fino a divenire una sorta di scrittura nei frontespizi dei libri. Scrittura che viene poi a confondersi, nell&#8217;insieme, con le citazioni latine scritte direttamente dall&#8217;artista e con quell&#8217;insieme di segni, da lui liberamente inventati, che rappresentano una sorta di ulteriore, utopica evoluzione del linguaggio&#8221;. (Lara Caccia, <span class=\"titolo\">Le porte della memoria<\/span>, in <span class=\"titolo\">Titolo. Rivista scientifico-culturale d&#8217;arte contemporanea<\/span> anno XIV-n.42, autunno 2003)<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Gulino lavora con un sistema di temporalit\u00e0 circolare, una rete delle reti in cui confluiscono contemporaneamente passato, presente e futuro con le loro determinazioni in termini di cultura, di geografia umana e di vissuti individuali e collettivi. Tale circolarit\u00e0 temporale permette a Gulino di distinguere i limiti spaziali di una cultura, senza contrapporla ad un&#8217;altra, ma ponendola in uno spazio socratico e dialogico, aperto al confronto e all&#8217;attraversamento [&#8230;]. Le porte aperte, il soffermarsi sull&#8217;idea della soglia da attraversare e della sua potenzialit\u00e0 di comunicazione e collegamento, i libri capaci di parlare una lingua che non appartiene a nessuno e quindi assolutamente universale e archetipale, sono tutti temi affrontati da Gulino nella sua opera&#8221;. (Gianluca Ranzi, In medio stat virtus, in Catalogo della mostra personale In Medio Stat Virtus, Fondazione Orestiadi di Gibellina, 2003) &#8220;L&#8217;attenzione dell&#8217;artista si concentra nel riutilizzare &#8220;vecchie&#8221; porte, armadi e dispense, che poi vengono da lui trasformate in numerose librerie contenenti volumi di legno. Libri immaginari che lo stesso artista costruisce, dipinge e &#8220;scrive&#8221; [&#8230;]. Nell&#8217;osservare questi &#8220;contenitori&#8221; di memoria, si avverte che i segni del tempo hanno scavato la loro impronta nelle assi di legno, fino a divenire una sorta di scrittura nei frontespizi dei libri. 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